MEDICINA AEREA

Viaggi in aereo di linea

I fattori da considerare qualora si prenda un aereo di linea.
Molte compagnie aeree offrono un servizio di consulenza ai passeggeri che hanno dubbi sull’affrontare un volo in caso di disabilità, per informazioni generali di medicina dei viaggi, su indicazioni di profilassi internazionale e per generici consigli di carattere igienico-sanitario.
Anche Air Medical offre un servizio di consulenza gratuita.
Il nostro Staff Medico e Infermieristico è presente in centrale operativa h24 ed è in grado di fornivi indicazioni sulla fattibilità di un volo in caso di malattia.
Il nostro servizio di Airambulance viene in soccorso in tutti quei casi in cui non sia possibile affrontare un viaggio su aerei di linea con Trasporto Medico Assistito,
ed in tutti quei casi in cui sia indispensabile un Servizio di Medicina Aerea.

Ma come mai volare può essere pericoloso?

Quando si vola, si raggiungono delle altitudini che non permetterebbero la sopravvivenza dell’organismo, in cui sono presenti temperature esterne davvero molto fredde (-57 gradi centigradi) è una pressione parziale di ossigeno davvero molto bassa.
Inoltre, ci sono le radiazioni ionizzanti del sole (raggi UV, raggi X ecc). Nonostante queste premesse non siano delle migliori, non c’è da preoccuparsi o da aver paura, poiché l’interno dell’aereo presenta un ambiente ipobarico, con delle temperature nella norma e una pressione parziale di ossigeno corrispondente a 2000-25000 metri di altitudine sul livello del mare.
C’è da dire, però, che sebbene una persona in salute non risenta di questo sbalzo pressorio, una persona con problemi, ad esempio, cardiovascolari o polmonari ne può risentire. Viste le condizioni, c’è una percentuale di umidità molto bassa che favorisce fenomeni di disidratazione dei tessuti corporei.
Insomma, nonostante non sia rischioso per i più è comunque stressante per il fisico. Oltretutto, soprattutto se si viaggia in economy class, si è costretti a stare seduti per tutta la durata del volo, portando le arterie e le vene principalmente delle gambe a una compressione che può generare fenomeni ischemici, stati venosi e formazione di edemi o di rigonfiamenti, solitamente nelle caviglie e nei piedi.

Quando evitare di volare

Per le ragioni sopra citate, ci sono delle categorie di malattie che potrebbero essere rischiose per coloro i quali ne sono afflitti.

Malattie dell’apparato cardiovascolare

• Cardiopatia ischemica con attacchi anginosi recenti.
• Bypass coronarico da meno di 10 giorni, senza valutazione preventiva cardiologica.
• Scompenso cardiaco.
• Ipertensione arteriosa non controllata.
• Aritmia non controllata.
• Ipertensione polmonare primitiva.
• Cardiopatia congenita.
• Pazienti portatori di pacemaker non stabilizzati.
• Pazienti anziani obesi o con alto indice di massa corporea (BMI) con disordini della coagulazione, policitemia, stati trombofilici o interventi chirurgici recenti o lunghi allettamenti.

Malattie dell’apparato respiratorio

• Insufficienza respiratoria moderata o grave.
• Pazienti con polmoniti, broncopolmoniti, alveoliti, tracheiti, bronchiti acute infettive o TBC in atto.
• Pneumotorace da meno di 2 settimane.
• Pazienti asmatici, senza broncodilatatori a portata di mano.
• Capacità polmonare inferiore al 50%.

Malattie ematologiche

• Stati anemici moderati o gravi.
• Emorragie recenti.
• Emoglobinopatie gravi, talassemie gravi e anemia a cellule falciformi.

Malattie psichiatriche e neurologiche

• Epilessia o stati epilettici, senza assunzione farmacologica.
• Pazienti psicotici o agitati.
• Demenze, Parkinson o stati confusionali, se privi di accompagnamento adeguato.

Inoltre, è bene evitare di volare:
• Dopo un intervento di chirurgia addominale e fino a 24 ore dopo una colonscopia.
• Prima di 10 giorni da un intervento di neurochirurgia e 48h dopo la chirurgia ortopedica.
• 2 settimane dopo un intervento chirurgico oftalmico per distacco di retina.
• Quando si ha una infezione all’orecchio o una poliposi nasale (anche subito dopo un intervento a naso e gola).

Per una questione di buon senso e di possibile contagio, è sconsigliato volare con qualsiasi condizione infettiva o parassitaria acuta in atto, poiché nell’aereo è facile che le infezioni o le epidemie si diffondano rapidamente, causando un contagio.
Inoltre, è fortemente sconsigliato l’imbarco a neonati prematuri fino a sei mesi dopo il parto e neonati in buon stato di salute solo dopo la prima settimana; per le donne in gravidanza, invece, è vietato il volo dopo le 36 settimane di gestazione, poiché il volo sottopone il feto a rischio.
Ad ogni modo, per tutti i malati cardiologici o con insufficienza cardiaca va predisposta l’ossigenoterapia.

Accorgimenti per un viaggio più confortevole

Il volo in aereo, specie se di lunga durata, espone a piccoli ma talora fastidiosi problemi. Alcuni piccoli accorgimenti possono permettere un viaggio più confortevole.

Secchezza dell’aria

per evitare i disturbi causati dalla secchezza dell’aria nella cabina dell’aereo è consigliabile seguire i seguenti consigli:
• Utilizzare un decongestionante nasale
• Rimuovere le lenti a contatto durante il volo
• Bere abbondante acqua
• Evitare caffeina e alcolici

Immobilità

Uno dei maggiori rischi per la salute durante i viaggi in aereo è l’immobilità; si possono compiere esercizi isometrici restando al proprio posto (ad esempio premere i piedi sul pavimento con forza, alternare contrazioni e rilasciamento dei polpacci e delle coscie); quando possibile è utile compiere brevi passeggiate in corridoio.
Questi movimenti consentono una migliore circolazione del sangue e prevengono le trombosi.
Coloro a rischio di trombosi venose (ad esempio donne gravide, soggetti anziani, individui operati di recente, pazienti in trattamento ormonale, soggetti affetti da neoplasie) dovrebbero indossare calze elastiche adatte allo scopo ed eventualmente, se non sussistono rischi e solo sotto prescrizione medica, possono assumere una piccola dose di aspirina o ricevere una somministrazione di eparina prima del volo.

Variazione di pressione durante il volo

La pressione all’interno delle cabina dell’aereo è mantenuta a valori compresi tra i 2.000 e 2.400 metri sul livello del mare.
Il problema che si verifica con maggior frequenza è il fastidio alle orecchie.
Si può ottenere una decongestione nasale mediante una idradazione abbondante e l’impiego di decongestionanti spray e fluidificanti. Anche masticare gomma americana può aiutare a sbloccare le tube di esustacchio e quindi ridurre il fastidio.
E’ consigliabile restare svegli durante le manovre di decollo e atterraggio per ridurre al minimo questi inconvenienti.

Jet Lag (sindrome del fuso orario)

In occasione di lunghi viaggi aerei verso est o verso ovest si verifica un cambiamento del fuso orario che può avere conseguenze soprattutto sui cicli del sonno; la perdita della sincronia del ritmo sonno veglia causa una riduzione della capacità di controllo delle azioni ed alterazioni dell’umore; altri disturbi possono essere la perdita di appetito, la nausea, la stipsi, l’irritabilità.
Il disturbo è proporzionale al numero di fusi orari (in particolare si manifesta oltre le 4 ore).
In media i viaggiatori necessitano di un giorno per ricalibrare il proprio orologio biologico per ogni ora di variazione di fuso orario. Il ritmo sonno veglia si ristabilisce in genere in breve tempo mentre gli altri ritmi (esecrezione di fluidi, movimenti intestinali, melatonina) richiedono fino da 6 ed anche 18 giorni per ristabilirsi.
L’adattamento avviene più facilmente nei viaggi verso ovest (con riduzione della giornata) rispetto ai viaggi verso est.

Minimizzare gli effetti del jet lag

I principali fattori che influenzano l’adattamento al nuovo fuso orario sono gli orari dei pasti e l’esposizione alla luce solare.
Riposarsi prima di partire. Organizzare bene il viaggio: un viaggio tranquillo è importante Adottare al più presto il ritmo del paese di destinazione (a meno che il soggiorno non duri meno di 48 ore, nel cui caso è bene non modificare le proprie abitudini).
Per minimizzare l’impatto del Jet Lag iniziare l’adattamento spostando di uno o due ore al giorno, nei giorni precedenti il viaggio, le ore dei pasti e del sonno.
I viaggi transoceanici talvolta rendono più difficile l’adattamento non consentendo il sonno in quanto i pasti serviti dalle compagnie non concordano con l’orario di arrivo. In questi casi è consigliabile mangiare prima della partenza e quindi cercare di riposare sull’aereo e alternare al riposo brevi esercizi fisici.
Non bere alcolici
Non bere caffè o bevande contenenti caffeina
Melatonina: questa sostanza può aiutare a sincronizzare il proprio orologio interno ai ritmi circadiani. Una dose di 2 mg presa alla prima sera può anticipare di circa 3 ore il ritmo circadiano e ridurre il malessere da Jet Lag del 50%.
Un recente lavoro di Spitzer RL et al. (Am J Psychiatry 1999; 156:1932) non ne ha tuttavia dimostrata l’efficacia nè a dosaggio di 5 mg né al dosaggio di 0,5 mg.
Una dieta a base di carboidrati durante il volo (per chi se lo può permettere), può agevolare il sonno ed un pasto più energico (carne, formaggio) dopo aver smaltito la stanchezza del viaggio, possono contribuire ad alleviare i disturbi del Jet Lag.

Inoltre, è bene evitare di volare:
• Dopo un intervento di chirurgia addominale e fino a 24 ore dopo una colonscopia.
• Prima di 10 giorni da un intervento di neurochirurgia e 48h dopo la chirurgia ortopedica.
• 2 settimane dopo un intervento chirurgico oftalmico per distacco di retina.
• Quando si ha una infezione all’orecchio o una poliposi nasale (anche subito dopo un intervento a naso e gola).

Per una questione di buon senso e di possibile contagio, è sconsigliato volare con qualsiasi condizione infettiva o parassitaria acuta in atto, poiché nell’aereo è facile che le infezioni o le epidemie si diffondano rapidamente, causando un contagio.
Inoltre, è fortemente sconsigliato l’imbarco a neonati prematuri fino a sei mesi dopo il parto e neonati in buon stato di salute solo dopo la prima settimana; per le donne in gravidanza, invece, è vietato il volo dopo le 36 settimane di gestazione, poiché il volo sottopone il feto a rischio.
Ad ogni modo, per tutti i malati cardiologici o con insufficienza cardiaca va predisposta l’ossigenoterapia.

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